Il punto sulle biciclette a pedalata assistita elettricamente

Risultano essere presenti sul mercato  “bici a pedalata assistita non corrispondenti alla vigente legislazione” in quanto le stesse “si muovono con il solo motore elettrico indipendentemente dalla pedalata”.  

La CIVES segnala, a titolo riepilogativo e al fine di una corretta interpretazione dei requisiti di legge (Legge n. 14 del 3 febbraio 2003, che modifica l’Articolo 50 del Codice della Strada), che il requisito sostanziale delle biciclette a pedalata assistita elettricamente è che l’assistenza del motore  (con potenza massima di 250 Watt) venga fornita in concomitanza con la pedalata, con livello di assistenza decrescente all’aumentare della velocità sino al totale annullamento dell’assistenza al raggiungimento dei 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare. Ciò esclude implicitamente i veicoli nei quali il motore può essere utilizzato anche al di fuori dell’esigenza di pedalare, che si configurerebbero ai fini di legge come veri e propri ciclomotori; sono pertanto da considerarsi fuori legge i veicoli muniti di dispositivi che consentano di escludere la necessità della pedalata.

Non vi sono invece vincoli alla regolazione del livello di assistenza alla pedalata, presente su diversi prodotti recenti e fatta di regola attraverso commutatori o manopole di regolazione (che non sono quindi da confondersi con “acceleratori” autonomi) aventi lo scopo di dosare in misura più flessibile l’entità dello sforzo da imprimere sul pedale.

La CIVES, nel suo ruolo istituzionale, resta a disposizione per un corretto livello di informazione, a supporto non soltanto di quanti deputati a prendere decisioni sulla conformità dei veicoli alle leggi, quali le forze dell’ordine e le amministrazione che ne sostengono la diffusione, ma anche per una continua azione di aggiornamento dei produttori e fornitori e dei potenziali acquirenti.